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Anziani alla guida

quando limitare l'autonomia diviene una necessità

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Qualche giorno fà, ad un incontro di formazione con alcune famiglie è stato sollevato il tema: anziani e guida. Le famiglie si sono sono confrontate alla ricerca di risposte e strategie da attuare nel fatidico momento in cui si rivela necessario impedire al proprio genitore o compagno di guidare.

Numerose ricerche e studi affermano che dopo i 75 anni il numero degli incidenti tra gli anziani aumenta. Un gruppo di studio sul “Journal of the American Geriatrics Society” scrive che le persone con demenza hanno una probabilità di essere coinvolte in un incidente d'auto fino a 8 volte di più degli altri anziani.”

Non è però, solo una diagnosi di demenza, che preclude la guida, gli anziani arrivati ad una certa età possono, infatti, presentare una ridotta capacità di attenzione, di riflessi ed eventuali deficit visivi e uditivi.

Se per il figlio impedire al papà o alla mamma di mettersi alla guida è un fatto scontato, nella maggior parte dei casi non è così per l’anziano.

Per una persona di una certa età, il non poter più guidare soprattutto quando gli viene imposto, scatena rifiuto, aggressività, in quanto la restrizione viene vissuta da una parte come una perdita totale di indipendenza e autonomia, dall’altra come una evidente dimostrazione di limiti e inabilità.

Durante l’incontro alcuni racconti ci hanno fatto sorridere ma allo stesso tempo riflettere per cercare insieme modalità da sperimentare.

Un familiare racconta ,infatti, che la mamma di più di 85 anni ama guidare la sua spider rossa e i tentativi del figlio di farle capire che oramai era tempo di rinunciare si sono rilevati un fallimento. Anche se oramai i segnali di difficoltà sono evidenti; la mamma di fronte all' argomento auto diventa aggressiva ed inquieta, negando l'evidenza.

Nei giorni precedenti aveva provocato una coda infinita a tal punto che le auto al suo seguito avevano iniziato a sorpassarla incessantemente. La mamma furiosa decide quindi di fermarsi per chiedere aiuto spaventata del fatto che la sua auto aveva dei problemi …….poiché andava indietro invece che procedere !

Come fare allora quando ci si rende conto che il proprio familiare alla guida potrebbe essere un pericolo per se stesso e per gli altri ?

Esternategli le vostre preoccupazioni con molta calma senza mai porre l’accento sulle sue incapacità.

Dimostrategli che non guidare non significa impedirgli di muoversi o privarlo delle sue abitudini e rendetevi disponibili ad accompagnarlo per visite, spese o altro.

Permettetegli di capire che vi sono altri mezzi di trasporto in grado di farlo muovere liberamente lontano dal traffico.

Se NOTATE invece difficoltà da parte del vostro familiare ad :

  • orientarsi ; 
  • differenziare dx e sx;
  • stimare la velocità degli altri;
  • riconoscere i cartelli;
  • parcheggiare;
  • deambulare ;
  •  o  sapete che assume  farmaci sedativi.      

COINVOLGERE il medico di base è importante

Il medico rappresenta per gli anziani un importante punto di riferimento e la maggior parte delle volte le raccomandazioni non accettate dai figli vengono considerate “sacre “ se ad affermarle è un professionista. Il medico stesso qualora lo ritenesse utile, può redigere un certificato che attesta che la persona in questione non può guidare.

 

Altri tentativi possibili possono essere fatti comunicandogli che l’auto è rotta o magari necessaria ad un nipote, per lavoro.

Talvolta per tranquillizzarsi, all’anziano è sufficiente sedersi in auto, magari pulirla o darsi da fare aprendo il cofano per controllare il livello dell’acqua. Tutto ciò gli permette di sentire e vedere che la sua auto è ancora lì a disposizione anche se non la usa.

 

Un’altra esperienza riporta come il marito abbia accettato serenamente di non guidare più e lasciare la moglie al volante a patto che sia lui a riporla in garage la sera !

Cedere nella guida ok, ma la proprietà dell’auto non si discute .

Tutto ciò non sempre è semplice e nella maggior parte dei casi fare sì che il passaggio dall’auto a senza auto, (naturalmente se le condizioni del familiare lo permettono), sia graduale è meno traumatico .

All'inizio consentirgli di guidare su strade secondarie, evitando tangenziali e autostrade, oppure solo di giorno, può rappresentare un compromesso accettabile.

Le strategie possono essere differenti e vanno stabilite in base alla condizione fisica, alla risposta e atteggiamento del nostro familiare o della persona di cui ci prendiamo cura e non per ultimo valutate insieme al medico.

Avete consigli o situazioni da condividere ? Raccontateci la vostra esperienza potrebbe essere utile ad altri !

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