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Le parole sprint

· famiglia,attività

Chi di noi non ha mai giocato al gioco delle parole? Magari in macchina affrontando un lungo viaggio per tenere buoni i bambini o semplicemente con gli amici passando un pomeriggio associando nomi e categorie con il famoso gioco da tavolo chiamato "Saltinmente".

Io con gli anziani che seguo ai centri lo propongo spesso e ci divertiamo davvero moltissimo. Talvolta suddivisi in squadre, talvolta tutti insieme attorno ad un tavolo, scegliamo una lettera e iniziamo a dire le parole che iniziano per essa, per aumentare la difficoltà introduco anche una categoria (persone, animali, cose..) ma per la maggior parte lascio libertà di espressione. Lo abbiamo chiamato "Parole sprint" perché sprint è come ci sentiamo quando invece che una sola parola timorosi di dimenticarle ne diciamo una decina senza fermarci. I compagni di gioco imbronciati a quel punto si punzecchiano incolpandosi di avergli "rubato" la parola che avevano in mente.,

Al gioco così è stata aggiunta la clessidra per definire il tempo necessario di risposta, clessidra che ho decisamente sabotato per fare in modo che la sabbia non scenda affinché ognuno si prenda tutto il tempo necessario per dare la risposta.

Le scene che si presentano sono esilaranti e ciò che salta agli occhi anche ad uno spettatore esterno è come attraverso un semplicissimo gioco che non ha più regole definite, tempi e scadenze precise, la malattia, le difficoltà cedano il passo alla vita, alla gioia, alla confusione, alle battute spesso così azzeccate da lasciare spiazzati.

Da alcuni giorni in modo molto semplice rifletto sul significato di creare un blog accanto ad un applicazione che è semplicemente uno strumento scaricabile ma comunque freddo ed asettico. Sono convinta da sempre che la tecnologia possa essere d'aiuto alle persone ma che mai potrà sostituire il dialogo, la relazione, le emozioni che tra persone nascono e si sviluppano. Ecco perciò, che per me che mi nutro e cerco ogni giorno con fatica e discrezione di creare una relazione con gli anziani, con le famiglie, con i volontari e colleghi l'app non è sufficiente, non può e non deve essere un punto d'arrivo ( anche se credo ma che mai arriveremo al suo completo sviluppo....) ma di partenza, di riflessione.. di relazione solo così il mio progetto può avere valore.

Badaplus è stata una mia idea ma non sarebbe mai nata senza le tante famiglie, le badanti che incontro nei corsi di formazione, gli anziani che ogni giorno chiamandomi "principessa" mi ritengono degna di ascoltare le loro storie, senza il nonno e le tanti assistenti cambiate, ognuna con le sue difficoltà, dubbi ma anche desiderio di aiutare.

Badaplus non sarebbe mai nata se dopo la seconda gravidanza che mi ha tenuta a casa per molti mesi, non fossi stata costretta a lasciare il lavoro che tanto amavo e a dover rivedere le mie possibilità.

Badaplus è una start- up, un gruppo di lavoro, un team, come mi chiedono nelle presentazioni, una realtà con un mercato, target di riferimento., business plan , gant, mentori..... Io in questo mondo mi ci perdo, ritorno piccola ed incompetente (e con queste parole sicuramente ho perso chiunque volesse scommettere su Badaplus e miei soci strilleranno non poco ! ).

Per me Badaplus non è altro che una risposta semplice ed incompleta a ciò che ho ascoltato, osservato, appreso e su cui ogni giorno mi pongo domande. Ecco perché non finisce qui ma da qui si parte perché B+ come : benvenuti -badaplus - badanti- blog - Barbara, possa diventare il nostro gioco delle "Parole Sprint" da svolgere attorno ad un lungo tavolo (VIRTUALE) a cui non manca mai lo spazio per aggiungere una sedia, un tavolo che accoglie per fare e fare assieme…; solo così Badaplus avrà senso di esserci.

#famiglie #anziani #assistente #badante #start-up #parole #blog #giovanineltempo

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