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Comunicare con l'anziano

Suggerimenti per comprendere e farsi capire dalla persona di cui ci prendiamo cura

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Il linguaggio: 

Spesso i familiari provano disagio, imbarazzo ed anche un senso di frustrazione perché è difficile (a volte quasi impossibile) riuscire a capire totalmente la persona cara malata.

L’anziano, per esempio, può non essere in grado di dire che ha caldo, ma continuare a svestirsi; rifiutare di uscire dalla stanza, perché prova imbarazzo a farsi vedere; apparire ansioso nel pomeriggio perché i suoi “figli” non sono ancora rientrati da scuola; o non pranzare perché in attesa dei familiari con cui è abituato a mangiare; o indossare le scarpe e rimane davanti alla porta perché deve andare al lavoro.

“Il fatto che ogni comportamento sia comunicazione non significa che sia facile capire che cosa comunica l’altro” inoltre, è necessario ricordare che l’anziano può mal intendere le parole e i gesti di chi ha accanto, in quanto entrano in contatto modi diversi di agire, di pensare, di atteggiarsi.

Da qui l’importanza ed il valore della gestualità, carezze, abbracci, strette di mano permettono quotidianamente di rafforzare la relazione con il familiare. E’ necessario diventare creativi, adattarsi alle varie situazioni sforzandosi di utilizzare anche un lessico diverso, un vocabolario nuovo ma familiare alle persone di cui ci si prende cura: spesso nascono nuovi termini, diminutivi, soprannomi e sono proprio questi che gli permettono di conversare e relazionarsi con noi.

Se uno degli obiettivi principali con l’anziano con demenza è il mantenimento più possibile dell’autonomia, è bene ricordare che il concetto di autonomia non si riferisce solo all’autonomia fisica, ma anche decisionale, all’espressione consapevole dei propri bisogni, dei propri desideri, alla gestione delle relazioni attraverso la propria individualità.

Autonomia diviene perciò la possibilità di partecipare alle decisioni che riguardano la propria vita e può essere promossa solo se chi assiste sa interpretare i bisogni di chi ha di fronte.

Chiedere cosa desidera per colazione: “desideri thè o caffe? o a che temperatura vuoi l’acqua per lavarti: calda o tiepida? cosa desideri indossare oggi: camicia o maglione? : rappresentano espedienti importanti per valorizzare e rinforzare sentimenti di autostima e fiducia.

Chiedergli cortesemente di suddividere la biancheria per colore, stilare insieme la lista della spesa magari suddividendola nelle categorie dei pasti (colazione, pranzo, cena), farlo partecipare nella scelta del programma televisivo da guardare o la musica da ascoltare, sottoponendogli due opzioni (è importante fare domande chiuse, non aperte che creano disagio e confusione), permette all'assistente familiare di portare a termine azioni senza farle subire passivamente all’anziano.

I successi riscontrati nelle attività svolte insieme nell’arco della giornata vanno rafforzati con gratificazioni verbali e non verbali: molto bene”, “proprio così”, “bravo” e annuendo contemporaneamente con la testa, toccando la spalla in segno di approvazione, stringendo le mani per complimentarsi. E’ bene non utilizzare termini negativi, come “male”, “ha/hai sbagliato”, meglio limitarsi a dire che non fa niente se non si ricorda, che non è importante, oppure indirizzare il soggetto nella risposta.

Riformulare i concetti ripetendo ciò che l’anziano ha detto evidenziando le sue parole chiave: se afferma che gli rubano qualcosa (solitamente le chiavi, la borsa, il portafogli…) non negare il fatto o contraddirlo ma chiedere quante volte, dove hanno rubato.

Riassumendo, mettere in atto alcune strategie ci permette di creare una relazione di fiducia e ci consente un dialogo con chi ci sta vicino:

  • avvicinare l’anziano standogli davanti, per entrare nel suo campo visivo;
  • parlare con tono di voce tranquillo, chiaro, staccando le parole;
  • usare un linguaggio semplice accompagnato da gesti e una postura che trasmettano rassicurazione: toni duri, rimproveri possono portare l’anziano a chiudersi in se stesso o ad atteggiamenti aggressivi;
  • formulare solo una domanda alla volta;
  • chiedere all’anziano di svolgere un solo compito alla volta;
  • evitare di mettere fretta alla persona che sta cercano di farsi capire, dandole il tempo di rispondere,
  • se la persona usa una parola sbagliata, si può indicare la parola giusta senza irritarla con continue correzioni aiutandolo con immagini o facendoci indicare l’oggetto.
  • l’uso di  immagini, fotografie, vecchi oggetti o souvenir ci possono aiutare a suscitare ricordi e ottenere risposte senza porre domande dirette  a cui devono seguire risposte verbali.
  •  stare insieme utilizzare per primi oggetti di uso comune ci permettono di stimolarla e promuovere la sua abilità di imitazione senza metterla alla prova.

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