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Animazione a domicilio: suggerimenti per chi si prende cura di un anziano

Anche con poco si può fare molto

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Prendersi Cura di un anziano non autosufficiente non significa solo accudire, sorvegliare, dare assistenza. La cura non può avvenire senza un rapporto tra assistente e assistito, e la buona qualità del rapporto dipende dalle caratteristiche personali, dal desiderio di conoscere, dalla condivisione di momenti di vita, dal valore che si attribuisce alla quotidianità permettendole di avere ancora significato per aiutare l’anziano a trovare risorse per comunicare, per sentirsi ancora attivo.

Prendersi cura di un anziano è la “capacità” di dare un senso alla vita nel tempo e nello spazio, di riscrivere una storia che spesso non può più essere raccontata e che cambia ogni giorno perché la malattia ha preso il sopravvento.

La storia dell’anziano con cui si interagisce è una storia che spesso e inesorabilmente la malattia, la dipendenza distruggono e che l’assistente, non essendo un familiare, deve imparare con discrezione e rispetto a ricostruire, per permettere all’anziano che si assiste di riconoscersi non nella malattia o vecchiaia ma nella propria individualità di persona.

Ricomporre il puzzle della vita con gesti e attività

La capacità di ricomporre questa storia è la base del lavoro di cura e si esprime nella relazione tra anziano e assistente familiare. Una relazione che spesso più che lavorativa è soprattutto umana.

Le attività quotidiane anche se ripetitive, che l'assistente familiare compie per e con la persona che assiste rappresentano la prima forma di dialogo e comunicazione che li lega li unisce per trovare soluzioni a problemi, per attivare strategie in grado di favorire una convivenza tra necessità, bisogni, aspettative e desideri delle persone coinvolte.

Nell’attuare tali strategie è importante soprattutto tenere presente l’unicità e la complessità dell’individuo che si ha di fronte.

Gli anziani sono adulti e come tali vanno trattati

Spesso parlando di anziani si sente dire che invecchiare è come tornare bambini. In effetti, alcuni loro comportamenti richiamano il modo di fare dei bimbi, tuttavia è importante tenere a mente che non lo sono! E' importante trattare sempre l’anziano come un adulto, parlargli come tale senza utilizzare tonalità di voce infantili, diminutivi o termini che possano sminuirlo.  

Lo stesso vale per le attività da proporgli: semplificare un'attività è importante, aiutarlo svolgendola insieme anche, ma proporgli attività infantili produce in lui frustrazione, umiliazione, depressione e persino rabbia con il rischio che ad ogni proposta corrisponda un NO!

Proporre attività che è in grado di svolgere

E’ importante rendersi conto che le attività devono essere iniziate dall'anziano.

Spesso infatti anche la migliore idea rischia di fallire se la persona non può iniziarla. Colui che ama disegnare, ad esempio, può ancora amare la pittura, ma avere grosse difficoltà nel ricordare come si tengono in mano i colori e come si sparge il colore sul foglio. Alcuni anziani sono spaventati dal foglio bianco e ritrovano serenità nel colorare immagini a loro ben conosciute... altri invece avendo il timore di non essere in grado di colorare dentro il contorno di un disegno si rilassano ad usare il colore a piacere lasciando libero sfogo a fantasia e sensazioni.

Spesso un aiuto esterno è tutto quello che serve per portare a termine un’attività di successo. Se ci si prende cura di un'anziana che ama occuparsi delle faccende domestiche è importante farla sentire ancora in grado di aiutare. L'assistente familiare ha il difficile compito di orientarla e illustrarle il da farsi senza sostituirsi a lei in ciò che è in grado di svolgere e soprattutto senza preoccuparsi del risultato.

Come invitare un'anziano a fare?

Per invogliarlo ad intraprendere un’attività molto spesso è sufficiente cominciarla davanti ai suoi occhi e invitarlo ad unirsi a ciò che si sta già facendo, facendolo sentire utile e indispensabile.

A volte basta un gesto, un invito per riuscire a coinvolgere anche l’anziano più indifferente rispettandone i tempi e la volontà ed accettando eventuali rifiuti con affetto e comprensione.

Provare, osare, mettersi in gioco sono parole fondamentali da non scordare nel lavoro di assistente familiare tenendo un atteggiamento aperto in grado di accettare l’altro.

Solo così attraverso piccoli passi e in un legame di fiducia reciproca l'anziano può sorprenderci.

A domicilio le attività che si possono proporre nascono dalla quotidianità, da una ritualità di azioni che pur sembrando ripetitive e scontate (vestirsi, pettinarsi, cucinare, guardare la tv, una partita a carte..) assumo valore per la relazione delle persone coinvolte e ogni giorno possono trasformarsi in occasioni e opportunità di stimolo e dialogo.

Caratteristiche delle attività con anziani

Le attività da mettere in pratica con l’anziano sono semplici, brevi, perché le capacità di attenzione risulta spesso compromessa. Ci sono giornate in cui si può proporre la stessa attività in più momenti: anche se dura solamente pochi minuti, queste, alternandole ad altre, portano i loro frutti!

Le attività non devono essere considerate come mezzo per “tenere occupati”, ma strumento di “normalità” rispettosa dei diversi bisogni e inclinazioni di ogni individuo.

Quando l'anziano che si assiste è affetto da demenza le attività proposte devono essere "sicure" ma non per questo devono limitarne l'autonomia in casa. L'assistente familiare può allora creare a domicilio dei “punti di interesse” permettendogli di “rovistare”, mettere in disordine e controllare (es. posizionare oggetti in vista, dei contenitori riempiti con articoli morbidi, stoffe, fotografie, vecchie cartoline o stampe) senza pericoli.

Preparare in un angolo della casa un cesto di gomitoli di lana può invitare l’anziana a chiedere o recuperare un’ attività e quindi una motricità spesso persa, richiamare alla mente ricordi passati e piacevoli sensazioni.

ASSISTERE significa anche essere CREATIVI

Sembra impossibile ma per prendersi cura di una persona è necessario ritrovare la fantasia, inventiva per adattarsi alle varie situazioni per trovare gli strumenti che permettono di vivere al meglio con le persone di cui ci si prende cura.

Realizzare un calendario che evidenzia informazioni sul giorno, il mese, la stagione, il tempo, un evento particolare (il compleanno del figlio, nipote magari con la foto), un orologio con grossi numeri che indica anche l’attività del momento (ore 12.00 pranzo, ore 14.00 riposo, ore 15.00 medicine, ore 19.00 cena…), oppure una fotografia personale collocata sulla porta di ingresso della stanza da letto sono ausili utili per orientare ma realizzarli insieme può trasformarsi in una divertente esperienza.

Stilare la lista della spesa in base al menù quotidiano, verificare insieme se in casa vi sono gli ingredienti necessari ad una ricetta, alla pulizia… rappresentano momenti di unione e stimolo.

L'assistente familiare è una GUIDA non un sostituto

Gestire una persona anziana non autosufficiente non significa sostituirsi a lei “facendo le cose al posto suo perché non è più in grado di fare”, bensì supportarla, sostenendo le funzioni ancora esistenti e compensare la perdita di abilità che subisce.

Le attività manuali, che derivano da semplici gesti quotidiani (sgranare dei fagioli, togliere i tappi dalle bottiglie di plastica e metterli in un contenitore), possono essere utili per permettere all’anziano di scaricare la sua ansia ma servono anche a stimolarlo dal punto di vista funzionale, sociale e neuro-cognitivo e permettono all'anziano di sentirsi partecipe in casa propria.

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