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Estate, caldo perché gli Anziani non avvertono la sete?

Strategie e consigli per evitare la disidratazione nell’anziano

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Fà caldo si suda molto eppure difficilmente la persona che si assiste chiede di bere o dimostra di avere sete.

Perché accade?

Secondo una ricerca australiana molti anziani non sono in grado di coordinare i segnali sensoriali della sete questo li sottopone ad un maggiore rischio di disidratazione con il rischio di incorrere in complicanze per la loro salute.

Chi si prende cura di un anziano deve prestare molta attenzione durante i mesi estivi a incoraggiare l’anziano a bere spesso per idratarsi.

Purtroppo ancor oggi moltissimi anziani, soprattutto se vivono da soli, sono a rischio disidratazione che può portare se non si interviene tempestivamente anche al decesso della persona. Pensate che nella torrida estate del 2003 solo in Francia il numero di morti dovute a disidratazione o complicazioni dovute ad essa è stato di 14.000.

Nella terza età oltre a diminuire lo stimolo della sete, la disidratazione può essere dovuta ad altri fattori quali:

  • un mal funzionamento dei reni 
  • una difficoltà a deglutire 
  • la presenza di diabete 
  • l’incontinenza che li spinge ad evitare di bere per timore di perdite urinarie 
  • l’utilizzo di diuretici
  • l’uso frequente di lassativi 

Tutto ciò porta l’anziano ad esaurire velocemente le riserve d’acqua e far sì che il suo organismo ben presto manifesti una carenza.

Se si pensa poi ad anziani depressi o con patologie neurodegenerative come la demenza, la situazione è ancora più complicata poiché oltre a non avvertire lo stimolo della sete sono disorientati e hanno difficoltà anche solo a riempire un bicchiere d’acqua autonomamente.

La disidratazione inoltre causa anche un aumento della confusione nella persona con Alzheimer o altra forma di demenza che rende ancora più difficile intervenire .

Cosa fare allora?

Chi assiste un anziano sa bene che spesso invitare la persona a fare qualcosa è più semplice a dirsi che a farsi.

L’anziano può rifiutarsi, essere molto lento, fare fatica a deglutire, non riuscire a tenere il bicchiere in mano, non apprezzare l’acqua che appare all’improvviso avere un sapore “cattivo” o essere estremamente confuso.

Il ruolo dell’assistente familiare e del caregiver in questi casi è fondamentale e non si limita solo a ricordare all’anziano di bere ma lo guida e accompagna nell’azione stessa attraverso una serie di strategie che ne limitano il malumore.

Porsi degli obbiettivi è importante per cui se volete controllare meglio o sapere quanto effettivamente la persona ha bevuto durante il giorno preparare una bottiglia da 1 litro e mezzo o 2 litri dedicata esclusivamente a lui sarà utile.

A fine giornata sarà più chiaro quanto ha bevuto. Naturalmente buona regola è offrire le bevande durante l’intero arco della giornata ad intervalli regolari senza imporre all’anziano di bere grandi quantità durante i pasti, cosa per altro non corretta.

Lasciare il tempo necessario all’anziano affinché beva, ognuno ha il proprio tempo, c’è l’anziano che beve velocemente e quindi richiede più bicchieri alla volta, chi invece sorseggia molto lentamente. In questo caso lasciate un bicchiere con dell’acqua sul tavolo o addirittura in mano e avvicinatevi in modo costante ricordandogli di bere.

Talvolta il rifiuto a bere è dettato da un cattivo “sapore” dell’acqua. La persona anziana può percepirla amara, pesante, senza gusto. A chi lo assiste tutto ciò appare impossibile o quasi un capriccio, inutile controbattere o discutere potremmo ottenere una chiusura per cui sarebbe poi impossibile convincerlo a bere. Provate ad assecondarlo cercando di capire qual’è l’acqua che preferisce a che temperatura la predilige o allungatela con dell’aranciata o del tè.

La persona che si assiste a domicilio potrebbe avere difficoltà a deglutire, in questo caso è importante confrontarsi immediatamente con i familiari per segnalare la cosa al medico. Potrebbe essere necessario aggiungere ai liquidi dell’addensante e solo il medico può valutare il da farsi. Qualche volta aiutarlo a bere utilizzando una cannuccia o un bicchiere con il beccuccio può essere d’aiuto.

Favorire una buona idratazione non significa proporre solo acqua soprattutto quando questa non è gradita. Durante l’arco della giornata in momenti come spuntini o merenda si possono proporre tisane, tè, succhi facendo attenzione a non esagerare con bevande zuccherate o gassate soprattutto in presenza di diabete.

Arricchire la dieta dell’anziano che si assiste con frutta e verdura anche sotto forma di mousse o zuppe è un ottimo modo di aiutarlo a recuperare liquidi.

In estate la maggior parte di acqua viene persa attraverso la sudorazione. Gli anziani oltre a non avere lo stimolo della sete possono faticare ad avvertire il caldo.

Buona regola è verificare sempre che non sia sudato, assicurarsi che indossi abiti adeguati alla stagione meglio se di cotone o lino. Se si assiste una persona allettata è necessario verificare che non sia troppo coperta e che la pelle sia più asciutta possibile.

In presenza di patologie cardiache, renali, del fegato o di ritenzione idrica seguire scrupolosamente le indicazioni del medico è fondamentale poiché le regole in questi casi potrebbero essere differenti.

In estate è buona norma per tutti bere molto ma per gli anziani è davvero importante, il ruolo dell'assistente familiare nel vigilare l'idratazione dell'anziano è allora indispensabile.

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